I laboratori didattici

I laboratori sono organizzati cercando di stimolare nei bambini sentimenti di curiosità, come se intraprendessero un viaggio all’interno dell’opera, che chiarisce i codici e il linguaggio utilizzato dagli artisti. Soffermandosi di fronte a determinati dettagli pittorici, i bambini imparano a osservare veramente un dipinto e a capirne il significato intrinseco, legato anche alla storia delle città e quindi alle nostre stesse radici. In poche parole si impara il nuovo scoprendo l’antico, si arricchisce il proprio orizzonte, si forniscono anche solo nuovi stimoli, in maniera non pedante ma divertente e si vive un’esperienza personale che contribuisca all’arricchimento delle proprie conoscenze.

In fondo una visita in pinacoteca può essere intesa come un viaggio divertente tra colori, odori, storie antiche, fatte di cavalieri, santi e principesse, creature fantastiche ed episodi storici.

L’intento è di accompagnare il bambino, che spesso ha un approccio diretto e spontaneo, al contatto con le opere d’arte e di far emergere quella capacità alla comprensione dell’opera di cui è già naturalmente dotato, grazie all’osservazione, alla sperimentazione e al gioco creativo.

Come si svolgono i percorsi dei laboratori didattici
Ogni percorso si svolge nelle sale della Pinacoteca civica di Faenza ed è caratterizzato da una prima parte dedicata alla visita guidata animata incentrata su un determinato tema fra le opere della collezione sia antica sia contemporanea, intendendo per quest’ultima le opere della donazione Bianchedi Bettoli Vallunga. La seconda parte prevede l’attuazione di un laboratorio didattico improntato a far emergere la sperimentazione e la creatività del bambino attraverso il gioco, prendendo sempre come punto di partenza l’opera d’arte.

Il laboratorio didattico: seduti a terra sopra teli di nylon nel salone delle pale d’altare, i bambini sono pronti a manipolare, selezionare, ritagliare, incollare, colorare, valendosi del supporto di vari materiali. Dalla carta e cartone ai tessuti e fili di lana, dalle plastiche di varia consistenza ai sassolini colorati, dai vetri ai brillantini dorati, includendo l’ampia gamma dei materiali da riciclo in genere, come tappi di bottiglie, cannucce, spugne, forchette e bic-chieri di plastica, elementi da imballaggio in polistirolo, ecc… Le tecniche sono varie: forbici, collage, tempere con i pennelli e con le spugne, disegno libero e ricalco di sagome tratte dai dipinti. Ai più piccoli leggo favole inerenti il soggetto iconografico trattato nel dipinto: quindi capita ad esempio che di fronte al polittico di ambito riminese del XIV secolo che ritrae, tra gli altri, San Cristoforo, ci sediamo tutti a terra e in silenzio i bambini ascoltano la favola del gigante che diventò santo trasportando sulle spalle un bimbo di nome Gesù.

Al momento tali percorsi didattici sono rivolti ai bambini della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. L’approccio didattico e il lin-guaggio adottato si adatta alla fascia d’età e alla capacità di comprensione degli interlocutori.

I LABORATORI DIDATTICI
La signoria Manfredi fra storia, arte e araldica
Entrando nella “Sala Manfredi” sembra di tornare indietro nel tempo e di varcare la soglia di un palazzo del XV secolo, arredato con un bel camino in pietra arenaria, singolari corni-ci di porte decorate alla rinascimentale, stemmi nobiliari e imprese araldiche a parete, di-pinti, sculture e oggetti d’epoca e un soffitto ligneo quattrocentesco dipinto. In quest’ambiente si coglie l’occasione per raccontare la storia della nostra città, con partico-lare riferimento alle vicende legate a Galeotto Manfredi, figlio di Astorgio II, in occasione del centenario della nascita della Signoria manfrediana. Ogni bambino elaborerà il proprio stemma su cartone, prendendo spunto dal proprio cognome, nome o elementi che rimandino alla sua personalità.
Faenza romana: il mosaico!
Nel primo incontro si propone una visita guidata nel centro storico alla scoperta di alcuni reperti di età romana di Faventia: frammenti di colonne, macine granarie, mattoni sesquipedali, tracciato di una strada, porzioni di pavimenti in mosaico, parte della pavimentazione dell’antico foro, conservati presso alcune banche ed un edificio commerciale.
Nel secondo appuntamento, dopo aver osservato un bel mosaico pavimentale policromo conservato in pinacoteca, i bambini si cimenteranno … nell’arte del mosaico!
Arte contemporanea
Il percorso si svolge interamente nella sala che ospita la collezione Bianchedi Bettoli Vallunga. Prendendo a riferimento una selezione di opere esposte che ritraggano la natura morta, il ritratto, l’astratto e il paesaggio, si invita il bambino all’osservazione e alla comprensione dell’opera. In seguito, suddivisi in gruppi, i ragazzi eseguiranno un’opera con determinate tecniche e secondo regole precise, partendo sempre dall’opera d’arte per approdare ad un risultato nuovo e unico.
Viaggio nel quadro attraverso i cinque sensi
La visita guidata animata s’intreccia al laboratorio tattile. Su una selezione di cinque opere si propone un vero e proprio viaggio nel quadro coinvolgendo i cinque sensi: i bambini, come trasportati dentro il dipinto, potranno ascoltare, odorare, tastare, gustare e osservare nella realtà tutto ciò che è rappresentato nell’opera. Dal rumore chiassoso della folla di persone che assiste al miracolo di Cristo nella piscina probatica alla musica melodiosa degli angeli che suonano seduti sulle nuvole, da una soffice e calda coperta a un duro e freddo metallo.
Meglio Santi che mal accompagnati
Il laboratorio è impostato sul riconoscimento di alcuni santi raffigurati nei dipinti della Pinacoteca mediante l’identificazione dell’attributo iconografico che li accompagna. Si vuole evidenziare il carattere fantastico e meraviglioso di talune storie sulla vita dei santi, stimolando la curiosità e la capacità di osservazione del bambino. L’attività finale sarà una sorta di rielaborazione personale della figura di un santo.
Gli animali nell’arte. Dalla colomba al drago
Messi di fronte ad alcuni dipinti, i bambini dovranno osservarli attentamente – in alcuni casi aguzzare la vista – per individuare i vari animali che sono ritratti talvolta in primo piano, tal-volta celati dietro particolari e dettagli minuziosi. Una sorta di caccia “all’animale” per i più piccoli; uno spunto di riflessione sul significato e sulla natura simbolica di determinati animali per i più grandi.
Fermi, in posa: il ritratto
Dal ritratto di corte a quello del “mendico cieco”, dal ritratto di fanciulla con organetto alla poetica del ritratto nell’arte contemporanea. Il tutto reinterpretato dai bambini… oggi!
Il laboratorio gioca sull’aspetto dell’introspezione del ritratto. Dalla sagoma di se stessi che incontra e interseca la sagoma di un compagno, parte l’attività-gioco che farà riflettere sulle proprie caratteristiche, emozioni e stati d’animo, ma con un occhio aperto anche su quelle del compagno.
La natura morta
Il laboratorio parte dall’osservazione di alcune nature morte esposte in Pinacoteca e fa riflettere i bambini su quanto emerga nella rappresentazione il gusto, la scelta e la sensibili-tà dell’artista. Così una serie di oggetti inanimati, messi uno accanto all’altro, magari an-che casualmente dagli stessi bambini, diventa potente, assume un significato che prima non aveva e, ritratta su foglio, caratterizza l’opera stessa.
Le cornici
La visita guidata animata si snoda tra le sale della Pinacoteca posando lo sguardo non sui dipinti, ma solo sulle cornici che li inquadrano: alcune rettangolari arricchite da sinuose fo-glie d’acanto dorate, altre semplici, ma sagomate; alcune suddivise in comparti separati da colonnine tortili, altre centinate decorate a motivi floreali.
Nella fase successiva del laboratorio si proporrà ai bambini di costruire una cornice, pren-dendo spunto da quelle viste in Pinacoteca, tramite l’uso di colori e materiali vari.
A tavola ieri e oggi
Alla scoperta, osservando le opere d’arte nei dettagli, di cosa e come si mangiava una volta, che tipo di utensili da cucina si utilizzava, che cibi si prediligevano, comparando il pas-sato al presente e analizzandone le similitudini e le differenze. Al termine della visita gui-data, i bambini apparecchieranno una “tavola” con i colori: dipingeranno direttamente su una tela bianca (ad esempio un vecchio lenzuolo) le pietanze, le bevande e le stoviglie.
L’acqua: bene e… dipinto prezioso!
Partenza: fontana monumentale seicentesca. L’acqua, elemento vitale per il nostro corpo, viene da sempre utilizzata in svariati modi: l’acqua per dissetarsi, ma anche piacere esteti-co, come nei giochi acquatici e negli zampilli della fontana. Anche nell’arte l’acqua è rap-presentata frequentemente: l’acqua nella bottiglia e nel bicchiere, l’acqua in un vaso che disseta i fiori, l’acqua dei rinfrescatoi che mantiene le bevande al fresco, l’acqua che lava, l’acqua che assume un particolare significato simbolico (ad esempio per il Battesimo), ecc.
Dal dipinto al libro. Realizziamo un libro illustrato
Una storia si può leggere in un libro, si può ascoltare da un narratore, si può “leggere” in un dipinto. In pinacoteca ci sono moltissime storie narrate dalle opere d’arte che diventano portatrici di un messaggio attraverso le immagini figurate. Dall’opera d’arte nasce questo percorso che, passando dall’illustrazione delle diverse fasi del racconto, arriva alla realizzazione in classe di un vero e proprio libro.
Identikit dell’opera d’arte
Come piccoli investigatori i bambini scruteranno con attenzione l’opera d’arte, si documenteranno su eventuali notizie, “leggeranno” il dipinto nella sua struttura compositiva, ne prenderanno le misure e ne individueranno la tecnica di esecuzione fino a redigere un vero e proprio identikit dell’opera.
I laboratori didattici ultima modifica: 2018-01-26T12:01:53+00:00 da Pinacoteca