Renato Paresce (Carouge, 1886 – Parigi, 1937)

Renato Paresce
(Carouge, 1886 – Parigi, 1937)

 

Renato Presce nasce a Carouge (Svizzera) nel 1886 ma vive a Firenze fino all’età di diciannove anni.
Viene molto influenzato dalle idee progressiste del padre, un intellettuale borghese w socialista di origini siciliane. Dopo aver frequentato un anno all’Università di Bologna, s’iscrive all’Università di Palermo laureandosi a pieni voti in Fisica.
Non particolarmente attratto dalla possibilità d’intraprendere una brillante carriera universitaria, fa ritorno a Firenze nel 1911, dove comincia a insegnare Fisica presso il Collegio alla Quercia. L’anno seguente lascia definitivamente l’Italia scegliendo di accettare un impiego al Bureau International des Poids et Mesures di Parigi.

Il soggiorno parigino spinge Paresce verso la pittura: nella Ville Lumière ritrova il suo amico Baccio Maria Bacci, con il quale inizia a frequentare gli artisti di Montparnasse e dei Caffè letterari La Closerie de Lila e La Rotonde.
Il pittore entra ben presto in contatto con Picasso, Modigliani, e con gli artisti dell’Ecole de Paris come Kisling e Soutine.
Paresce dipinge di notte e lavora di giorno ed espone le sue opere ai Salons parigini, agli Independants e alle Tuilleries.

Con l’arrivo della Prima Guerra Mondiale, l’artista lascia Parigi per raggiungere Londra, dove diventa assistente al National Physical Laboratory. Durante la fase giovanile della sua pittura, Paresce considera come primo modello artistico Cézanne. Fatto ritorno a Parigi, esordisce nell’attività di giornalista per La Stampa.

La sua pittura si rielabora superando la fase cezanniana e conferendo maggiore spazio alla visione soggettiva dell’artista, spesso vicino alle tonalità fauve. Il pittore spazia tra ameni paesaggi naturali e dimensioni di eco metafisico (Statua e scala, 1929).
Nel 1928 entra a far parte del circolo degli Italiens de Paris, patrocinato dal critico George Waldemar, e partecipa a tutte le mostre del gruppo fino al 1936. Nel 1926 e nel 1929 presenta i suoi lavori alle mostre del Novecento italiano alla Permanente di Milano.
Nel 1931 espone alla Quadriennale di Roma e alla mostra collettiva al Théâtre de l’Oeuvre a Parigi organizzata da Mario Tozzi. Nel 1932 espone alla Galerie de la Renaissance di Parigi, e nel 1933 alla Galleria de Il Milione a Milano.
Le sue pitture si popolano di nuovi soggetti e di luoghi misteriosi, come marine surreali e paesaggi cosmici.

Nel 1934 Paresce intraprende un lungo viaggio che dalle isole Figi lo conduce fino in America, dove le atmosfere dei pellerossa e dei musicisti jazz, lo spingono a scrivere un libro, L’altra America. Il testo, successivamente, andò distrutto insieme ad un cospicuo numero di dipinti, durante i bombardamenti di Milano del 1943.
L’attività pittorica dell’artista si chiude con il ciclo dedicato agli acrobati del circo, che porta al culmine l’astrazione dall’oggetto e il distaccamento dal reale. Paresce muore a cinquantuno anni in una casa di cura di Parigi.

 

Opere in Pinacoteca

Renato Paresce, Natura morta, 1925

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