Biagio Manzoni (Faenza, documentato dal 1629 al 1648)

Biagio Manzoni
(Faenza, 1595 – documentato fino al 1648)

 

La vita di Biagio Manzoni è stata a lungo un mistero. Recenti ricerche di Andrea Bertozzi, pubblicate nel 2014 sulla rivista Paragone, hanno reso pubblico il certificato di battesimo dell’artista reperito nell’Archivio Capitolare di Faenza con data 1 maggio 1595.

Lo stesso documenta la sua permanenza a Roma tra il 1614 e il 1617, provando quella che era stata solo una supposizione, ovvero della sua diretta frequentazione dell’ambiente romano tra il secondo e il terzo decennio del Seicento.

Di lui sono noti anche due documenti faentini, il primo del 1630 relativo ad un pagamento per un dipinto e un altro databile al 1648.
La personalità di Biagio Manzoni è stata studiata da Luigi Lanzi nel 1795-1796 e approfondita da Roberto Longhi nel 1957 che lo ha definito caravaggesco di periferia“. Anche  Francesco Arcangeli nel 1959 ha parlato del suo stile come di  un caravaggismo grave, arso, duro.

Altre sue opere a Faenza si trovano nella Canonica del Duomo e nel Museo Diocesano.

Opere in Pinacoteca


Biagio (?) Manzoni, Martirio di S. Eutropio

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