Desiderio da Settignano (Settignano, 1430 ca. – Firenze, 1464)

Desiderio da Settignano
(Settignano, 1430 ca. – Firenze, 1464)

 

Desiderio da Bartolomeo di Francesco, detto Meo di Ferro, nacque attorno al 1430 a Settignano, nei pressi di Firenze da una famiglia di scalpellini e si formò in ambito donatelliano.
Iscritto come i suoi due fratelli e il padre all’Arte dei Maestri di pietra e legname, insieme al fratello Geri affittò per un periodo di almeno due anni (dal 1457 al dicembre 1459) una bottega a ponte Santa Trinita a Firenze, dove acquistò anche casa in Parrocchia di San Pier Maggiore, che accolse le sue spoglie dopo la sua morte.

Sue opere certe sono: la Tomba del cancelliere Carlo Marsuppini nella chiesa di Santa Croce a Firenze, eseguita tra il 1453 e il 1458 su un modello che deriva dalla Tomba di Leonardo Bruni di Bernardo Rossellino; la Tomba della Beata Villana in Santa Maria Novella; la statua di legno della Maddalena in Santa Trinita, sempre a Firenze, ricordata come iniziata da Desiderio e secondo Vasari, finita da Benedetto da Maiano; e un tondo con le teste di Gesù Bambino e San Giovannino, già collocato nel guardaroba di Palazzo Vecchio e ora al Louvre.

Un virtuosismo pari a quello di Desiderio nel trattamento del marmo è raro a trovarsi nella scultura di tutti i tempi.
Nei suoi busti-ritratti il tema preferito fu quello di donne e bambini dove il marmo sembra trasformarsi in cera, raggiungendo vertici di toccante realismo, ingentilito da una grazia di struggente dolcezza.
Per la sottigliezza del modellato e il carattere mutevole dell’espressione, la lezione dell’arte di Desiderio fu compresa appieno solo da Leonardo.

Opere in Pinacoteca


]Desiderio da Settignano (ambito), Camino

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