Renato Paresce,
Natura morta

René Paresce,
Natura morta

Renato Paresce, Natura morta, 1925
Tempera grassa su cartoncino, 27,6×35,5, 1925
Firmato e datato in basso a destra: “René Paresce /A Ella 28.8.25”
L’opera è inventaria presso l’Archivio Paresce: n. 1/25/K (a cura di Rachele Ferrario)

Quest’opera di René Paresce testimonia l’incontro dell’artista con la grande cultura parigina degli anni Venti. Paresce è a Parigi fin dal 1912, impiegato in una fabbrica di strumenti ottici, la Zeiss. Poi come ricercatore nel laboratorio del Bureau International des Poids et Misures a Sèvres, il tempio della scienza francese.

Presto Paresce, che ha studiato fisica all’Università di Palermo, abbandonerà la scienza per l’arte. A Parigi incontrerà i grandi d’inizio secolo, gli italiani, i francesi, gli spagnoli, i russi. Modigliani e Apollinaire, de Chirico e Breton. Conoscerà Soutine e Foujita. Cambierà idee politiche e visione del mondo.

René incontra anche il messicano Diego Rivera che traccia acquerelli simili ai suoi e a quelli di Gino Severini, che coniuga “cubismo e classicismo”. Proprio a questo genere di opere si richiama l’acquerello qui conservato che fa parte della produzione più autentica di Paresce. E’ infatti un’opera donata alla moglie Ella Klatchko – esule russa militante bolscevica, amica intima per tutta la vita di Trotzky – nel giorno del suo compleanno, come testimonia la dedica sotto la firma in basso a destra, “à Ella, 28. 8. 25”.

Appartenuta alla moglie e conservata poi in una prestigiosa collezione straniera, l’opera è approdata nella collezione Bianchedi-Bettoli/Vallunga che l’ha devoluta alla Pinacoteca di Faenza. La tempera riprende nei modi lo stile di Paresce nel momento di maggiore aderenza all’Ecole de Paris. Quando il pittore è amico del messicano Rivera. E partecipa alla frenesia e alla varietà dell’ambiente parigino popolato da artisti di ogni provenienza.

Alla metà degli anni Venti Paresce sta per entrare a far parte del gruppo degli Italiani di Parigi. Al fianco di Campigli, Tozzi, de Chirico, Savinio, De Pisis e dello stesso Severini. Molto attivo per tutti gli anni Venti, con partecipazione a varie mostre e personali in tutta Europa. Tra cui le mostre a Milano del Novecento italiano di Margherita Sarfatti. Dà prova di grande abilità tecnica e di aver appreso la lezione del soggiorno parigino.

In una serie di nature morte su tela datate tra il 1924 e il 1926, in cui partecipa al recupero dei valori formali e classici proclamati dal Novecento e dal rappel à l’ordre francese, Paresce traspone il suo mondo poetico di pittore e scienziato in una serie di opere straordinarie per qualità e iconografia e di cui l’opera nelle collezioni della Pinacoteca faentina è un esempio.

Il testo di questa audioguida è parte della scheda di Rachele Ferrario per il catalogo della Collezione Bianchedi-Bettoli/Vallunga in vendita presso l’ingresso della Pinacoteca. Rachele Ferrario ha pubblicato presso Sellerio una biografia di Paresce e ha curato il Catalogo Generale ragionato del pittore pubblicato da Skira editore.

♦ Biografia dell’artista
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