Michele di Matteo,
Cristo in pietà

Michele di Matteo,
Cristo in pietà

Michele di Matteo, Cristo in pietà
Tavola, diametro cm. 24, in un’unica cornice con il n. 22, n. inv. 99

Il piccolo pannello circolare è molto probabilmente un frammento che era al centro della predella alla base di un polittico di provenienza ignota. Rappresenta il Cristo passo a mezza figura sorgente dal sarcofago.

Ha le carni olivastre, i capelli color marrone incoronati dalle spine, capo reclino, gli occhi chiusi e un velo leggero intorno ai fianchi. Antonio Corbara riferisce per l’attribuzione un parere verbale di Roberto Longhi indicante il pittore bolognese Michele di Matteo. Anche studiosi successivi confermano questa attribuzione.

Per Anna Tambini vi è un vero e proprio tipo fisionomico che compare in questa come in altre opere dell’artista caratterizzate tutte dagli occhi cerchiati, il naso sottile, le due pieghe ai lati delle labbra socchiuse, l’ombra sfumata della barba e l’onda dei capelli.

Nell’opera di Michele di Matteo Anna Tambini vede un realismo pungente dove il chiaroscuro conferisce all’anatomia fortemente risentita del corpo una tenerezza di modellato tutta fisica e sensorea. Nel contorno inciso della figura e nell’insistenza linearistica del segno pittorico la stessa Anna Tambini vede l’influsso dell’ambiente veneto con il quale Michele di Matteo fu a contatto probabilmente tra il 1430 e il 1437 per cui ipotizza che la realizzazione di questa opera sia in prossimità di tale esperienza, verso il 1440 circa.

♦ Biografia dell’artista
← Vestibolo