Anonimo bizantino- ravennate Sec. VII,
Frammenti di sarcofago raffiguranti la Croce e motivi naturalistici

Anonimo bizantino- ravennate Sec. VII,
Frammenti di sarcofago raffiguranti la Croce e motivi naturalistici

Anonimo bizantino- ravennate Sec. VII, Frammenti di sarcofago raffiguranti la Croce e motivi naturalistici
Marmo, cm. 66x74x8 e 66x64x8, n. inv. 52

Opera di una bottega ravennate, i due frammenti per la loro dimensione complessiva fanno pensare che in origine la lastra raggiungesse i due metri, corrispondenti alle misure di un sarcofago.

Riutilizzati a Faenza come lapide tombale, provengono dal distrutto chiostro dei morti annesso alla chiesa di San Domenico. Il retro della lastra, non visibile, presenta un’iscrizione frammentaria datata 1492 con uno stemma a forma di scudo in cui figurano tre corni sovrapposti.

Il motivo compare nello stemma dei Guicciardini, come osservato da Antonio Corbara, ma ad avviso di Anna Tambini meglio compete alla famiglia faentina Porgari che ha lo stesso stemma con analogo inversione del corno centrale.

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