Vestibolo

VESTIBOLO

Approfondimento

Alcuni dei più importanti capolavori della Pinacoteca sono ospitati nel Vestibolo la cui suggestione è dovuta, fra l’altro, all’emergere dall’ombra del grande gruppo in terracotta patinata di ALFONSO LOMBARDI (1487 – 1537) proveniente dall’oratorio della confraternita di San Giovanni Battista di Faenza, edificio non più riconoscibile.
E’ questa, cioè la provenienza delle opere da edifici di culto della città, come si è più volte segnalato nelle sale precedenti, una delle caratteristiche più coinvolgenti di questa galleria e della gran parte dei musei italiani fondati nel XIX secolo a seguito dei noti e spesso traumatici eventi storici.
La grande “pala Bertoni” è stata dipinta attorno al 1483/’84 da un ANONIMO MAESTRO DELLA PALA BERTONI di educazione ferrarese, un tempo identificato con il faentino Leonardo Scaletti; il dipinto fu ordinato da Galeotto Manfredi, Signore di Faenza, per la cappella di San Giovanni Evangelista nella chiesa dei Servi di Maria e fa parte del nucleo iniziale della Pinacoteca essendovi stata trasferita nel periodo napoleonico.
Dal mercato antiquariale (fu acquistata nel 1899) proviene, invece, la tavola raff. Madonna e Santi di GIOVANNI DA RIMINI (notizie dal 1292 al 1314) capostipite della scuola riminese; molto fondata è l’ipotesi che provenga, se non da Faenza, almeno dall’area romagnola. L’altissima qualità pittorica si fonda sulla sintesi fra un passato ancora duecentesco e l’influenza di Giotto che fu a Rimini all’inizio del Trecento: “Nel corpus dell’artista, l’opera di Faenza emerge come una delle testimonianze più spiccate del suo stile che declina le forme giottesche con sottili eleganti cadenze di derivazione bizantina e con esiti di estrema raffinatezza verbale”.
Il MAESTRO DI SANTA MARIA IN BORGO, attivo nella seconda metà del Duecento, è l’autore di questo prezioso Crocifisso, proveniente dal convento faentino di Santa Chiara, che rappresenta il momento più alto di un percorso stilistico teso ad addolcire la drammaticità di Giunta Pisano.
Alla fine del XIII secolo appartiene anche la tavoletta del MAESTRO DI FAENZA, nutrita di cultura bizantina animata da una vivacità espressiva tipica dell’ambiente emiliano-romagnolo.
Notevole e di alto livello stilistico il Polittico, pure proveniente da Santa Chiara, probabilmente eseguito attorno alla metà del XIV secolo: è l’opera di un ANONIMO..maestro certamente romagnolo, che fa ponte fra la prima fioritura riminese e quella dei bolognesi facenti capo a Vitale “ (Golfieri 1964).
La cultura tardogotico, ampiamente diffusa a Faenza nel XV secolo, è qui rappresentata dalle due cuspidi, raff. San Giovanni Battista e San Vito, del MAESTRO DI SAN PIER DAMIANO, pittore della prima metà del XV secolo nutrito di cultura marchigiana; del polittico di cui le due tavolette facevano parte si conoscono altri pannelli conservati alla Pinacoteca di Ravenna e al Museo Diocesano di Faenza.
Fa da sfondo alla sala il Presepio di GIOVANNI BATTISTA BERTUCCI IL VECCHIO, eseguito per la distrutta chiesa di San Giuseppe (patrono degli orfanelli) e depositato nel 1879, al momento dell’apertura al pubblico delle sale, dall’Orfanatrofio Maschile.

Sala Vestibolo

OPERE


   87    Alfonso Lombardi
, Madonna col Bambino e i SS. Giovanni Evangelista e Giovanni Battista
terracotta patinata, cm. 280×300 x116, n. inv. 87
   64    Anonimo Sec. XVI, Frammento di trabeazione
pietra serena, cm. 57x254x17; n. inv. 64
   69    Pietro Barilotto (?), Padre eterno benedicente
pietra d’Istria, diametro cm. 100; n. inv. 69
   89    Giovanni Battista Bertucci sr., Deposizione di Cristo nel sepolcro
affresco staccato, cm. 122×164; n. inv. 89
  204   Ambito di Bartolomeo Bellano (?), Cristo in pietà e angeli
cartapesta policroma a rilievo, cm. 85×78 + cornice 5; n. inv. 204
    68    Pietro Barilotto, Monumento funerario a Giuliano Camerario, 1533
pietra d’Istria, cm. 148×153; n. inv. 68
  181   Tommaso Bragadin (?), Madonna col Bambino
tavola, cm. 50,5×40 + cornice 12 cm.; n. inv. 181
   88    Giovanni Battista Bertucci sr., Cristo cade sotto la croce
affresco staccato, cm. 122×164, n. inv. 88
   85    Bottega dei Ballanti Graziani (?), Monumento onorario al Vescovo Stefano Bonsignori
gesso, cm. 163×144, n. inv. 85
   95/94    Maestro di S. Pier Damiano Sec. XV, San Vito e San Giovanni Battista
due tavole in un unico contenitore: ogni tavola cm. 30,5×19 senza cornice; nn. inv.95 94
   48    Anonimo romanico Sec. XI-XII, Croce da sagrato
marmo, cm. 104x85x12,5, n. inv. 48
   86    Domenico Toschini e Nicola Toselli, Monumento onorario al Cardinale G. C. Boschi, 1762
marmo, cm. 169×100, n. inv. 86
   90/91/96    Anonimo tardogotico Sec. XV, San Giorgio, San Francesco e San Rocco
tre tavole in un unico contenitore: due tavole da cm. 86×28 , una da cm. 42×27 senza cornice; nn. inv.90, 91 e 96
   14    Maestro di San Pier Damiano (Guglielmo di Guido ?), Incoronazione della Vergine e Santi, Cristo morto e Annunciazione
1440 circa, affresco staccato, deposito ASP Azienda Servizi alla Persona della Romagna Faentina
   82    Cincinnato Baruzzi, Ritratto di Felice Giani
marmo, cm. 107×74, n. inv. 82
   51    Anonimo bizantino- ravennate Sec. VI, Pluteo raffigurante il Peccato originale
marmo, cm. 86x110x5, n. inv. 51
   52    Anonimo bizantino- ravennate Sec. VII, Frammenti di sarcofago raffiguranti la Croce e motivi naturalistici
marmo, cm. 66x74x8 e 66x64x8, n. inv. 52
   49    Anonimo romanico Sec. XII, Cristo benedicente e i SS. Egidio Abate ed Eutropio Vescovo
calcare, cm. 49x103x12, n. inv. 49
   83    Alessandro Tomba, Ritratto di Pietro Tomba
marmo, cm. 107×74, n. inv. 83
   47    Anonimo romanico Sec. X-XII, Colonna reggicroce con quadruplice protome umana
pietra locale, cm. 234x54x50, n. inv. 474
   54    Anonimo gotico Sec. XIV, San Giorgio e il drago con la principessa e il committente
pietra d’Istria, cm. 84x47x12, n. inv. 54
   93    Anonimo riminese Sec. XIV, Polittico
tavola, cm. 142×252 + cornice 6 cm., n. inv. 93
   84    Carlo Padovani, Ritratto di Antonio Padovani
gesso, cm. 107×74, n. inv. 84
   53    Anonimo romanico adriatico Sec. XII, Parti di ambone: leone di S. Marco e toro di S. Luca
pietra d’Istria, cm. 113x54x17 e 113x58x16, n. inv. 53
  100   Nicolò di Segna, San Benedetto e S. Galgano
tavola, cm. 10×12, in un’unica cornice con il n. 23, n. inv. 100
   99    Michele di Matteo, Cristo in pietà
tavola, diametro cm. 24, in un’unica cornice con il n. 22, n. inv. 99
   97    Maestro di S. Maria in Borgo Sec. XIII, Crocifisso
tempera su tela applicata su tavola con inserti di pietre dure e paste vitree, cm. 198×157, n. inv. 97
   98    Maestro di Faenza Sec. XIII, Crocifissione e discesa al Limbo
tavola, cm. 35×28 + cornice 15 cm., n. inv. 98
   92    Giovanni da Rimini, Madonna col Bambino, due Angeli e i SS. Francesco, Michele Arcangelo, Agostino, Caterina e Chiara
tavola, cm. 50×35 + cornice 11 cm., n. inv. 92
  156   Benedetto Marini, Ritorno dalla Fuga in Egitto con i SS. Caterina d’Alesandria e Francesco
olio su tela, cm. 240×170 + cornice 2 cm., n. inv. 156
  995   Benedetto Marini, Madonna col Bambino, S.Michele Arcangelo e un S.Vescovo
tavola, cm. 270×145, n. inv. 995

GALLERIA