Giuseppe Recco ,
Natura morta con seppia, pesci, aragosta e cesto di ostriche

Giuseppe Recco,
Natura morta con seppia, pesci, aragosta e cesto di ostriche

Giuseppe Recco , Natura morta con seppia, pesci, aragosta e cesto di ostriche
Olio su tela, cm. 68×90 + cornice 10 cm., n. inv. 241, lascito L. Zauli Naldi (1965, n. 11)

Giuseppe Recco, a cui è generalmente accettata l’attribuzione di questa opera, è considerato come una delle personalità pittoriche più originale e brillante di tutto il Seicento italiano.

Figlio del fiorante Giacomo. Formatosi in una famiglia specializzata nelle nature morte con pesci, fiori e cucine. Giuseppe Recco è stato riconosciuto già nel Settecento, insieme a Giovanni Battista Ruoppolo pure presente in questa sala, come uno dei due maggiori esponenti della natura morta napoletana nella seconda metà del Seicento.

A lui si attribuiva propria la specializzazione nei pesci come nel dipinto della Pinacoteca. Ma in realtà è stato pittore con una produzione vastissima che ha spaziato in diversi settori del genere. Da quelli più tradizionali napoletani, come i pesci e gli interni di dispensa, fino ai fiori, alle curiosità e alle vanitas.

I riferimenti culturali di Giuseppe Recco sono sempre stati molto ampi. Anche includendo elementi di conoscenza della natura morta romana, spagnola e fiamminga.

Riconoscendogli comunque una particolare specializzazione nel genere dei pesci, come documentato anche da questa natura morta. Giuseppe Recco trasfigura l’umile materia con lirici tocchi di luce e accensioni di colore sul fondo ombroso.

Il pittore napoletano resta così ancorato ad un neocaravaggismo schivo alle diversioni barocche. Capace di rendere una composizione come momento di assoluta trasfigurazione lirica. Dove ogni singolo elemento costituisce un episodio di luce-colore isolato. Brillante anche la resa del cesto pieno di frutti di mare e ostriche.

♦ Biografia dell’artista
← Natura Morta