Domenico Rambelli,
Il conquistatore

Domenico Rambelli,
Il conquistatore

Domenico Rambelli, Il conquistatore
Gesso, [1923]

In questa opera del 1923 Rambelli condensa il gesto facendo una felice sintesi delle linee e dando maggior forza al movimento che si intende esprimere. Specie nella falcata e nella torsione del busto del conquistatore sono evidenti anche suggestioni della scultura di Umberto Boccioni.

Suggestioni che se da un lato testimoniano della ricchezza dello scultore dall’altro lato gli venivano rimproverate da amici come Giovanni Costetti che gli rimproveravano «fisime futuriste».

L’opera è da considerare come un studio preparatorio della scultura monumentale che iniziò a progettare proprio dal 1921-22. I grandi monumenti sono, come ha scritto Orsola Ghetti Baldi, il «cimento principale dell’artista. Dove egli riversa tutte le sue energie creative e le risorse del suo patrimonio di cultura artistica. Per attingere il massimo dell’unità stilistica e realizzare il suo sogno di progettare una monumentalità classica e insieme moderna».

In particolare “il conquistatore” è uno studio per la figura del Seminatore realizzata nel Monumento ai caduti di Viareggio. Elaborato dal 1921 al 1927 il monumento di Viareggio presenta tre grandi figure. Dove quella del seminatore è l’unica non militare, essendo un eroe del mare e un fante morente le altre due figure del monumento.

Significativo quindi anche il passaggio dalla prima idea del conquistatore al seminatore che sicuramente meglio corrispondeva alle affermazioni di Rambelli stesso che nella relazione al bozzetto del monumento scrisse: «nel seminatore – che ha il passo implacabile del viandante – abbiamo voluto esprimere il carattere della nostra stirpe, che chiude in sé l’ansia perenne di andare per le vie del mondo a diffondere la fiamma dell’Ideale, onde la vita si illumina e arde».

♦ Biografia dell’artista
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