Ignoto pittore locale, B.V. delle Grazie e Santa Maria Maddalena

Ignoto pittore locale,
B.V. delle Grazie e Santa Maria Maddalena

B.V. delle Grazie e Santa Maria Maddalena
Ignoto pittore locale, B.V. delle Grazie e Santa Maria Maddalena, olio su tela, metà XIX secolo, 1970 x 1340, Brisighella, Chiesa di Santa Maria Assunta in Marzeno, (dalla Chiesa parrocchiale di S.Pietro Apostolo in Scavignano)

Non esiste alcun documento circa la committenza della teletta di Scavignano che indica nella sua curiosa iconografia la relativa vicinanza del luogo a Faenza, dove era nato il culto alla B. V. delle Grazie, ed il fatto che la chiesa di Scavignano risulta dall’unione, già in atto nel secolo XVIII, di due parrocchie situate nella stessa Villa, ricordate già fin dal 1291: quella di S. Pietro in Bergullo e quella di S. Maria Maddalena de Cloridiana o Cladriana.

Probabilmente rinverdita nei colori per volontà del parroco don Vittorio Bandini, raffigura sulla sinistra in alto la B. V. delle Grazie, con la veste rosata e il manto blu, nella sua iconografia tradizionale. La Madonna tiene infatti nelle mani le due terne delle frecce spezzate, mentre rivolge lo sguardo alla Maddalena, posta in basso a destra, col manto rosso e la veste bianco-azzurra, nella stessa posizione nella quale abitualmente si trova la matrona Giovannanelle targhe devozionali, che la composizione ricorda da vicino La Santa porta le mani incrociate sul petto e con la destra regge il vasetto degli unguenti, il suo attributo iconografico, di ascendenza evangelica. Sullo sfondo, a colori tenui, compaiono angeli in mezzo alle nuvole.

Anche se di gusto popolare e a carattere devozionale, il dipinto mostra qua e là elementi di derivazione neoclassica, come il fermaglio che chiude il manto della Vergine, o l’acconciatura della Maddalena, realizzati in punta di pennello.

E’ conservato entro un’ancona di legno intagliato, stuccato e dorato, ad ampie volute, con vistosi motivi a rocaille ( conchiglie, fiori, racemi) a forte sbalzo, che imita le “residenze” mariane ancora in uso nelle campagne per le processioni. In alto tre teste di puttini caricati da un arabesco di foglie arricciate sostengono una corona a nove punte con il globo e la croce apicale, presentata da due angeli in argento brunito ripresi di profilo. In basso, nella conchiglia su fondo azzurro, dipinta a tempera in capitale nera è la scritta “MATER GRATIAE”.

Nel 1855 l’incisore Angelo Marabini (Faenza, 1818- 1892) eseguì una lastra di rame con l’immaginetta di Scavignano, per la realizzazione di santini.

Luisa Renzi Donati

Bibliografia: C. Mazzotti, Chiese della Diocesi di Faenza dedicate a San Pietro. Estratto da Atti dei Convegni di Cesena e Ravenna. Vol. I del Centro Studi e Ricerche sulla Antica Provincia Ecclesiastica Ravennate. Cesena, 1969, pp. 453- 454. A. Fabbri, Schede di Catalogo della Soprintendenza ai Beni artistici e storici – Bologna, 1990, n. 22 e 23. A. Savioli, Stampe della B. V. delle Grazie nei secoli XVII- XIX. Faenza, 1970, p. 90, n. 59. Catalogo della mostra Incisori faentini di immagini mariane dei secoli XVI- XIX in fogli sciolti da collezioni private. Faenza, 1988. A. Zecchini, Il cenacolo Marabini. Faenza, 1952.