Bertucci Giovanni Battista il vecchio (Faenza 1465/1470-1516)

Bertucci Giovanni Battista il vecchio
(Faenza 1465/1470-1516)

Identificato anche con Giovan Battista Utili, da un soprannome del padre. Similmente fu detto Giovan Battista Bracceschi e, dall’attività della famiglia, Giovan Battista dei Pittori. Nacque a Faenza fra il 1465 e il 1470 da Michele. Successivamente sposò Dianora, o Elionora, figlia “quondam magistri Iacobi de Nursia” e da lei ebbe quattro figlie, Cecilia, Samaritana, Lucrezia e Caterina. Inoltre, ebbe quattro figli, Michele, Raffaele, Claudio e Giacomo. Giovanni Battista Bertucci ebbe pure un fratello pittore, Gerolamo. Questi, minore di età, visse e collaborò con lui nell’arte sino al 1510. Tuttavia, in questo anno i due fratelli decisero di separarsi e dividersi i beni patrimoniali. Allora risulta che erano impegnati a dipingere in collaborazione due tavole: una per Pietro de Spadis e l’altra per suor Benedetta della Cura.

A proposito della sua educazione ed attività fino al 1495, quando per la prima volta è documentato attivo a Faenza, si è molto congetturato, ma nulla si sa di certo. Considerando l’esame stilistico delle sue opere, a cominciare dal trittico, datato e firmato del 1506, eseguito per i camaldolesi di S. Ippolito e ora in Pinacoteca Comunale, si può supporre educato nell’ambiente bolognese, in cui al predominio dei maestri ferraresi andava subentrando l’influenza della scuola umbro-toscana. Tuttavia vecchi critici hanno voluto vedere una derivazione diretta dal Perugino e dal Pinturicchio e, troppo suggestionati dal fatto che la moglie era figlia di un Iacopo da Norcia, hanno affermato che Giovanni Battista Bertucci in gioventù abbia soggiornato e lavorato in Umbria al seguito di quei due maestri.

All’inizio dell’Ottocento quasi tutte le opere di Giovanni Battista Bertucci andavano sotto il nome del Pinturicchio o del Perugino. Nonostante sia ammissibile un soggiorno in Umbria e forse a Firenze intorno al 1493, l’arte di Giovanni Battista Bertucci si basa su quella del ferrarese Lorenzo Costa e non è immune da altri legami ferraresi. Per di più, Il Corbara ha indicato le affinità con l’Aspertini nella pala del 1506. In particolare questo fa pensare a una puntata fino a Roma, oltre che a viaggi fra Firenze e Bologna nell’ultimo ventennio del sec. XV.

Opere in Pinacoteca


Giovanni Battista Bertucci sr., Madonna col Bambino, e Angeli con i SS. Giovannino, Ippolito, Benedetto, Lorenzo e Romualdo; nella cimasa Padre Eterno Giovanni Battista Bertucci sr., Natività con i SS. Girolamo, Giovannino, Giovanni Evangelista e Bernardino da Siena Giovanni Battista Bertucci sr., Madonna col Bambino e S. Paolo Giovanni Battista Bertucci sr., Madonna col Bambino e i SS. Bernardino da Siena, Giovanni Battista, Celestino Papa e Antonio da Padova Giovanni Battista Bertucci sr., Deposizione di Cristo nel Sepolcro affresco staccato, cm. 122x164; n. inv. 89 Cristo cade sotto la croce affresco staccato, cm. 122x164, n. inv. 88 Giovanni Battista Bertucci sr., Deposizione di Cristo nel Sepolcro affresco staccato, cm. 122x164; n. inv. 89 Cristo cade sotto la croce affresco staccato, cm. 122x164, n. inv. 88 Giovanni Battista Bertucci sr., Adorazione dei Magi Giovanni Battista Bertucci sr., Santa Maria Maddalena Giovanni Battista Bertucci sr., “Noli me tangere” con i SS. Pietro e Andrea

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